09.ago.2010 il post del castello di carte

(foto di: Esther Gibbons)
 
Il bar era vuoto, solo la barista carina e quel vecchietto che gobbo sul tavolo nell'angolo stava sorseggiando un bianchino provando a fare un castello di carte. Alla stazione lì vicino doveva arrivare l'ultimo treno della giornata, quello dei pendolari. Il mazzo accanto al bicchiere, due carte per volta, lentamente, lentamente. Fare un castello di carte richiede pazienza e attenzione, se le carte sono troppo nuove scivolano sul piano lucido del tavolo. Devi stare attento anche al tuo respiro e alle dita, se ti muovi troppo velocemente per arrivare a stringere il bicchiere lì accanto puoi far cadere tutto.
La barista finisce di sistemare i bicchieri appena lavati, sul tavolo le carte hanno preso forma e adesso c'è un castello, di quelli con quattro file di carte, grande. Adesso c'è solo da aspettare: una porta che si apre, un refolo dalla finestra, la mano che sbatte sul tavolo; quel castello è destinato a cadere. Nel frattempo c'è solo da godersi il momento, forse è proprio questo il bello di un castello di carte, aspettare che cada per raccogliere le carte, rimetterle insieme e ricostruirlo di nuovo, mischiando tutto.

19.giu.2010 Bye sweetie

Un locale country grande come un campo da calcio, sul palco un cantante: chitarra in mano, stivali ai piedi e cappello in testa. Una birra in mano, intorno coppie che ballano, bottiglie che si svuotano. Alzo lo sguardo dalla Corona ormai calda. Incrocio lo sguardo con una biondina dagli occhi tristi, chiedo se vuol ballare, le basta un sorso di birra e un “come va, tutto bene?”, solo per scambiare due parole con uno sconosciuto straniero. “Bye sweetie” le dico ritornando dagli altri, “thanks” dice sorridendo e finendo la birra. La giornata nel west volge al termine e un sorriso di una bella ragazza è quello che ci vuole.


31.mag.2010 Un posto dove… girare il mondo.

Il blog di Lorenzo Cairoli è uno di quelli che consiglio sempre a tutti di leggere, di quelli che ogni volta ti viene da segnalare il link dei post e dici cazzo, come mai nessuno parla di questa cosa. A febbraio Lorenzo annunciò che stava preparando un giro del mondo, nel mezzo tante segnalazioni e tante storie dai luoghi che avrebbe visitato, poi più niente fino a qualche giorno fa, mille problemi e la voglia di partire non lo scoraggiano, trova sponsor e finisce di organizzare il tutto. Proprio in questi giorni è partito il blog Palato Nomade su Gambero Rosso dove parlerà di cibo, ma non solo. 

Ormai la partenza è vicina, la prima tappa è l'America Latina:

La prima tappa sarà la Colombia con base a Cartagena, poi una trasferta insidiosissima ad Haiti fino al Plateau Central per scoprire come se la passano veramente gli haitiani a cinque mesi dal terremoto. Seguiranno incursioni a Cuba, nella turbolenta Giamaica di Bolt e di Dudus Cooke, a Panama, in Venezuela, in Ecuador, in Perù, in Cile. (via Palato Nomade)

Insomma, io vi consiglio di segnarvelo nei feed e tra i preferiti, perché ci sarà da leggere cose splendide nei prossimi mesi. Buon viaggio e in bocca al lupo Lorenzo!


04.mag.2010 Bivi

 
(Topolino n.1947 – Zio Paperone e Brigitta e il tesoro a bivi, collezione personale)

 

Avete presente le storie a bivi che si trovavano su Topolino fino alla metà degli anni '90? (poi sono scomparse, non so quando, non c'è una data precisa un po' come per le sagome dei camerieri fuori dai ristoranti (cit.) oppure negli anni 00, sono tornate? lettori di Topolino che mi dite?)

Per chi non ce le avesse presenti, erano storie in cui ad un certo punto potevi scegliere su come farle continuare, eri tu lettore che decidevi, se andare a destra o a sinistra, in alto o in basso. Solo che poi io, come penso tutti quelli che le hanno lette, si mettevano lì e esploravano tutte le possibilità di costruzione della storia, scoprendo i diversi finali. 

Nella vita spesso quando sei a un bivio (e ce ne sono tanti e spesso) poi non puoi tornare indietro e vedere l'altro finale, succede che scegli e vedi come va a finire, fino al bivio dopo. E niente, qua siamo arrivati a un bivio e c'è da scegliere cosa fare, dove andare, altri luoghi, altre strade, altre persone, c'è da scegliere un'altra strada, forse non aspettavo che questo momento, quello di poter scegliere nuovamente. La montagna o la pianura? Dove? Come?

Ho del tempo per pensarci, molte settimane, qualche mese, per valutare pro e contro, ragionare con la testa, con la pancia e con il cuore, farsi prendere dalla razionalità più maniacale e dall'istintività più profonda. Intanto mi metto seduto sul bivio e mi guardo intorno.


31.mar.2010 Won’t you help to sing these songs of freedom?

Oggi ero contento, era una bella giornata di sole, avevo appena consegnato la tesi in segreteria e tutti gli altri moduli vari, ero passato in feltrinelli e 100 euri sono rimasti lì. Ero prima di Piazza della Posta (per chi non è di Siena, quella piazza lì si chiama Piazza Matteotti, ma tutti i locali la chiamano Piazza della Posta perché c'è l'ufficio centrale delle poste, penso da sempre), volevo andare a comprarmi il nuovo cd dei Baustelle (poi magari ci scrivo un altro post). Insomma camminavo allegro e c'era questo ragazzo sul lato della strada con una chitarra e la custodia messa a terra per raccogliere le monetine, l'aveva appena presa in mano, si è guardato intorno e le prime note uscite le ho riconosciute subito e in automatico ho iniziato a cantare, camminavo e allegro cantavo. La gente intorno mi ha guardato come dire "questo è matto", in realtà sono solo stonato. Ho guardato quel ragazzo che suonava e sono entrato nel negozio. Quando sono uscito, stava accordando la chitarra, io avevo l'autobus che partiva e volevo dargli qualche moneta, magari un paio d'euro, ma cazzo avevo preso un caffè ed ero rimasto con giusto qualche decina di centesimi, glieli ho lasciati lì, ma mi sono sentito un po' stronzo perché mi aveva fatto stare bene per qualche minuto e mi dispiaceva lasciargli solo 20 centesimi, ma niente quelli avevo.
Spero che non mi abbia odiato troppo. 

 


24.mar.2010 Sorpresa!

Ho trovato un puffo dentro un ovetto kinder. Puffo Quattrocchi che parla a un fiore e a una coccinella che lo guardano stupiti. 

Alle volte basta poco per rimanere stupiti: qualche parola, un sorriso o un puffo.


01.mar.2010 Due anni.

(avrei dovuto raccontare di una campagna elettorale appena iniziata, di volantini e della sua paura appena entrato in macchina, della sua prima notte in casa dove ha dormito incollato al mio zaino. Penso però che le foto bastino)


25.feb.2010 Santi

Oggi dice che è il patrono del paese, anzi i patroni: SS. Giusto e Donato.

Quando sono stati scelti ci doveva essere una promozione, una roba tipo prendi 2 e paghi 1. 

In 23 anni nessuno mi ha mai saputo raccontare qualcosa di questi due oscuri personaggi che stanno pure nello stemma del paese (e non ho mai imparato il giorno esatto). Wikipedia parla solo di un San Giusto martire in Africa nel III secolo con i Santi Donato, Ireneo ed altri, ma martire perché? Che ha fatto? E Donato? Perché questa rimozione storica? 

Alla fine tanto l'unica cosa che mi interessava era che per il patrono non si andava a scuola. 


09.feb.2010 Dino Erre Collofit

Oggi, cioè ieri vista l'ora, mi sono tagliato la barba.
Erano quasi due mesi che non mi tagliavo la barba, che in pratica ero pronto per arruolarmi in qualche brigata di mujahedin e quindi niente ho preso il rasoio (però quello elettrico che il mach3 della gillette proprio non riesco ad usarlo più) e zac! due secondi e via tagliare tutto, però mi sono fermato ed ho lasciato i baffi, che volevo vedere come stavo. Avevo deciso che dovevo farmi una foto con i baffi, avrei voluto fossero un po' più lunghi per un taglio più alla Dalì però fa niente, che per averli lunghi in quel modo ci vogliono i mesi e mesi. 

 E poi niente mi sono tenuto i baffi per qualche ora e poi li ho tagliati che mi facevo troppo ridere. 


13.gen.2010 Il post scritto sul tram*

*che poi non sono su un tram che a Siena non ci sono, ma sull’autobus della linea 2 direzione piazza del Sale, ma a Siena a inizio ’900 c’era il tram, come a Milano, ma senza autisti pippati poi è stato tolto però è rimasta questa cosa di chiamare tram l’autobus e quelli che vengono da fuori mica lo capiscono tutti subito.

È da quando mi sono comprato l’iCoso che volevo scrivere un post usando l’applicazione per WordPress.
Ora mi sembrava carino scrivere un post, mica perché ho qualcosa da dire, solo perché lo posso fare.
Poi vi volevo augurare buon anno che ancora non avevo scritto niente qua, spero che il nuovo anno sia iniziato bene, altrimenti vedrete che migliorerà lo dice anche l’oroscopo.


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