Ciocci Thinks Verdi prati dove far cavalcare la fantasia
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I 3+1 giorni sono quelli passati da me in giro per concerti, prima a Livorno per l'Italia Wave e poi a Roma per Bruce Springsteen.

C'è già chi ha scritto e detto tutto del concerto di domenica del Boss, molto meglio di quello che posso fare io.

Prologo

Partiamo dal principio, in una fredda giornata di febbraio mi faccio coraggio e compro il biglietto per il concerto di Springsteen, "che tanto lui è uno che va visto almeno una volta nella vita". Non sono un fan, conosco poche canzoni e non mi ha mai convinto molto. 

Abbagliato dalla luce

Visto il trasferimento da Pisa a Roma, arrivo sotto lo stadio olimpico molto presto, incontro gli amici fan, ma non di osservanza ortodossa e ci mettiamo in fila ad aspettare l'apertura dei cancelli.
[tralascio la parte in cui mi lamento delle 2 ore in più d'attesa rispetto a quanto scritto e del caldo micidiale] 
Si aprono i cancelli e tutti dentro, riusciamo ad entrare nella zona sotto il palco, quella che ci entri con il braccialettino.
Nelle ore tra l'ingresso e l'inizio del concerto posso vedere da vicino alcuni esemplari di fan Springsteeniani di osservanza ortodossa, del tipo che si sono messi a leggere passi della sua biografia a voce alta e cantare C-side sconosciute ai comuni mortali.

Inizia il concerto, tutti che cantano, io faccio finta di conoscere le canzoni, che in realtà non conosco e molte è stata la prima volta che le ho sentite. Devo dire che sul palco Bruce ci sa stare, si spende tutto, urla, corre, suda; insomma "spacca di brutto". La E Street Band sembra la sua famiglia, basta uno sguardo per intendersi.

E qui avrei una domanda per i fan quelli veri, ma il bassista che c'era domenica è un turnista? No, perchè è stato l'unico sfigato su quel palco a non essere coinvolto in niente e messo nell'angolo buio in fondo.

Un appunto, la cosa delle canzoni su richiesta scritte nei cartelloni, i Nomadi la facevano già quasi 10 anni fa, non so quando ha iniziato il Boss, però insomma i Nomadi stanno sempre avanti.

Bruce sul palco è il messia, le canzoni sono preghiere da intonare tutti, impone le mani e prende in braccio bambini, cerca il contatto con i suoi fedeli, perchè quello che ho visto non è stato un concerto, ma un grande rito para-religioso.

Concerto veramente bello, spettacolo che è valso sicuramente i soldi del biglietto, non so se andrò a vedere altri suoi concerti, però ora mi sento un poco toccato dalla fede

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Come non essere d'accordo con Sergio Maistrello

 "Reality check. Ecco, secondo me potrebbe essere una buona via d’uscita da questa pericolosa fase della vita democratica italiana, in cui chi parte per la tangente detta le regole del gioco e si porta dietro tutti, invece di essere energicamente richiamato all’ordine. Viviamo una realtà spesso costruita su certezze di terza o quarta mano, abbiamo bisogno di ingenti verifiche di corrispondenza con la realtà. Non saltuarie, ma costanti e distribuite. A cui ciascuno di noi è chiamato contribuire secondo le proprie competenze. Oggi abbiamo la voce pubblica per farlo, abbiamo il canale per mettere a disposizione quanto sappiamo. E penso che il prossimo ciclo politico sarà gestito dalla prima coalizione di volonterosi in grado di raccogliere competenze ed esercitarle in modo rigoroso per allontanarsi dall’attuale arena di eccessi e menzogne."

         via Se tornassimo ai fatti » Sergio Maistrello.

Come in un mondo orwelliano siamo circondati da notizie che non lo sono, verità costruite a puntino, leggende metropolitane che si propagano alla velocità della luce, in un calderone di informazioni in cui sempre di più l'essenziale è il filtro che vi si applica.
Se prima era molto difficile confutare le verità distribuite dai media, che quindi diventavano assolute, quante volte si è confutata una tesi con un "l'hanno detto in televisione" "è scritto sul giornale". Queste affermazioni non si possono più considerare vere o non si dovrebbero, la frase del politico di turno nel tg, le cifre dette a caso neei talk show, le dichiarazioni su giornali, non possono più essere prese per vere, perchè spesso non lo sono, ed oggi si può dimostrare e si può far sapere.
Ha ragione Antonio Sofi quando scrive che siamo al controllo della surrealtà, in cui c'è la gara ha dichiarare la prima cosa improbabile che passa per la mente, per vedere chi la dice più grossa, però in questo momento in cui le opposizioni, tutte, quelle parlamentari e quelle extraparlamentari, latitano o si prestano allo stesso gioco del surreale, può venire dalle persone normali questo controllo, sarà difficile, ma di battaglie da combattare ce ne sono tante e tante ce ne saranno in futuro.

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Ricordi di primi pomeriggi a cavallo degli anni '90, tra robottoni, pescatori, angeli e diavoli, a zappare tra Rete37, TeleMaremma e svariate tv locali alla ricerca del cartone più bello aspettando di uscire con gli amichetti, prima della merenda, con quei kinder cereali che quando mia nonna li comprava era festa e non hanno mai più avuto quel sapore.

Un mesetto fa mi sono imbattuto su Privalia alla vendita di una serie speciale di scarpe Reebok dedicate a Voltron, in preda a tutto ciò non ho saputo resistere ed un paio me le sono portate a casa, con precisione il modello dedicato al leone giallo.

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Ho appena finito di vedere il terzo episodo di Quo Vadis Baby? e non posso che confermare quanto questa serie sia, per quello che mi riguarda, la prima vera serie televisiva italiana, personaggi splendidi, storie avvincenti, temi forti, bella regia, oltre a tutti questi pregi le puntate meritano di essere viste anche solo per le clip finali (che vedono in regia Gabriele Salvatores direttore artistico della serie) cantate dall'affascinante e bravissima Angela Baraldi/Giorgia Cantini che reinterpreta in maniera splendida classici del rock.


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Inoltre devo fare i complimenti allo staff che segue la comunicazione online della serie, che hanno fatto vedere come si può promuovere un prodotto televisivo, approcciandosi alla rete in maniera nuova, vivendo nella rete, bravi! 

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Questo post doveva essere uno sfogo per quella che è la situazione che si è venuta a creare su Kilombo, in cui non si riesce a rispettare nemmeno due semplici cose scritte e votate a grande maggioranza dagli iscritti all'aggregatore. 

Doveva perchè, mentre mi mettevo a scriverlo ho pensato, cioè io con tutto quello che sta accadendo in Italia e nel mondo, mi metto a scrivere su una manciata di cazzoni che si parlano addosso in maniera autoreferenziale come ci piace fare tanto a noi blogger, mentre sta passando in un provvedimento come il pacchetto sulla sicurezza che dire repressivo e fargli un complimento, mentre viene criminalizzato un intero popolo, mentre per un grammo di hashish si va in carcere per quattro anni e due mesi, mentre sabato saremo in tanti in piazza insieme al comitato per dire no allo scempio di un territorio, mentre due zero virgola bloccano la commissione sul vergognoso comportamento delle forze dell'ordine a Genova…  

Meglio il silenzio quindi, meglio impegnarsi a fare di kilombo un vero luogo di confronto costruttivo, senza troppe polemiche sterili…