Ciocci Thinks Verdi prati dove far cavalcare la fantasia
Categories: politica

 

A pochi chilometri da casa mia, nelle splendide colline senesi, si trova una splendida fattoria, Suvignano. Quasi 700 ettari di terreno, 13 coloniche, una casa padronale, migliaia di capi di bestiame, colture pregiate, agriturismo, piscine, un posto da favola.
Si tratta della più grande confisca alla mafia di tutto il centro – nord Italia, sequestrata dal 1996 è stata confiscata definitivamente nel 2007, da allora tutti i tentativi delle istituzioni locali per entrare in possesso della fattoria sono stati vani per il momento e l'emendamento in finanziaria che permette la vendita all'asta dei beni confiscati che non riescono ad essere destinati entro tre mesi, senza nessun tipo di vincolo di utilizzo, rischia di veder tornare in mano alla malavita Suvignano e tanti altri beni.
Libera, insieme a tante altre associazioni, sindacati, partiti ha lanciato una petizione e una mobilitazione per chiedere il ritiro di questo emandamento.
Vi invito a firmare, a partecipare, ad informarvi, perchè quei beni devono diventare davvero "cosa nostra". 

Categories: politica, sinistra, web

Prendo spunto da un post di Giovanna Cosenza e da uno di Loredana Lipperini.

La Piazza con la P maiuscola è quell'entità che da sempre dovrebbe portare attraverso una sollevazione popolare al cambiamento.

Usata e abusata è divenuta il fine e non più il mezzo, cancellata mediaticamente in tutti i casi in cui non è stramba o con numeri che non possono essere ignorati e per rimediare gli organizzatori gonfiano ogni oltre limite, sparando cifre improbabili o provano a fare notizia in altro modo. Manifestazioni importanti, ma dai numeri non gonfiati, vengono così oscurate anche sui giornali presunti di "sinistra" (vedi le manifestazioni del movimento per la casa romano, raccontata su internet dal solo Lorenzo Cairoli e ignorate, ma più motivi da tv, stampa nazionale e locale, anche da quella considerata di "sinistra").

A inizio anni 2000, da Genova in avanti i movimenti avevano saputo andare oltre la piazza, usare le rete, nascevano i network di Indymedia, venivano scambiate riflessioni, progetti, appuntamenti, venivano connesse esperienze, sui forum i dibattiti erano accesi, le mailing list producevano analisi e confronto.
Per poter ritrovare qualcosa di simile a quello che accadde in quei mesi bisogna arrivare al movimento dell'Onda (qua ne scrivevo a novembre) dello scorso autunno, con la sua scoperto dei social network, con lo scoprire come relazioni virtuali si possano tradurre nella realtà e riempire le piazze e le assemblee.
Oggi stiamo assistendo ad un fenomeno simile con la nascita dei tanti micropride spontanei di questi giorni(e bravo zambardino a parlarne).

In tutto questo quelli che fanno la figura degli assenti sono i soggetti organizzati. Spiazzati completamente da quello che la rete ha messo a disposizione, non riescono ancora a capire come interfacciarsi ed usare i nuovi strumenti, da affiancare all'organizzazione "reale" per poter incidere nella società, per ricostruire un immaginario, un alfabeto simbolico andato in frantumi sotto i colpi dell'egemonia culturale berlusconiana.

Sempre più debole, tutta la sinistra ha un compito, che non è quello di sconfiggere elettoralmente Berlusconi (che sarebbe sicuramente più semplice), ma quello di riuscire a ricreare un immaginario tale che possa competere per l'egemonia culturale in Italia, che si dimostri alternativo a quello vincente degli ultimi 20 anni.

Categories: politica, sinistra

L'estate sta per finire (anche se per me le ferie arrivano solo la prossima settimana) settembre è alle porte, a sinistra siamo sempre fermi, qua sotto giusto qualche riflessione, sperando in un autunno caldo e che risvegli gli animi.

Dove sono? Cosa faccio? Quale prospettiva? Quali obbiettivi? 

Domande che in questo torrido agosto mi si sono riproposte in più e più occasion, ogni volta che c'è da pensare alla politica. Le risposte sono incerte, indeterminate a tal punto che Heisenberg sarebbe fiero. 
Sapevo che sarebbe stato difficile, buttarsi in un mare aperto che può portarti giù in ogni momento, consapevole però che non c'era e non c'è altra alternativa possibile per una sinistra possibile in Italia.

Il percorso di Sinistra&Libertà sembra sostanzialmente immobile, nonostante un milione di voti arrivati partendo da zero, nonostante la voglia di quelle tante persone trovate lungo il cammino di questi mesi di mettersi in gioco, di scommettere su qualcosa da creare da zero.
E invece niente, siamo fermi, inchiodati, stop, alt, non un passo avanti, fermi a fare cosa poi non è dato sapersi, visto che non esiste un luogo di dibattito, quindi fermi perchè così vuole qualche dirigentello avanzato e ammuffito che non si capisce con quale delega parla nel momento in cui dovrebbe essere la "base" a parlare a proporre.
Vengono creati finti momenti di confronto come sarà l'assemblea del 19 settembre, tutti sappiamo già come finirà, tante belle parole e poi ci rivediamo per le elezioni regionali del 2010, con quale forma alchemica questa volta ancora non è dato sapersi; visto che Nencini ed il suo Ps in Toscana per esempio hanno approvato la nuova legge elettorale che inserisce lo sbarramento al 4% e si prospetta un loro inserimento nelle liste del Pd, i Verdi toscani che allo stesso modo non vogliono costruire S&L che continua a rimanere un marchio propietario dei 5 microsoggetti organizzati che l'hanno messo in piedi come cartello elettorale. Manca quel passo avanti che tutti ci aspettavamo, quello della trasformazione da cartello a soggetto politico vivo, dove tutti sono chiamati a rimettersi in gioco, a darsi da fare. 

Il tempo passa veloce e si porta via la speranza e la voglia di tanti che non vedono prospettive e progetti, si avvicina settembre e l'autunno sarà difficile.
C'è ancora tempo, ma per ogni secondo sprecato vi è qualcuno che perde la speranza.
Ci vuole finalmente quel tanto atteso rovesciamento della piramide, che nel momento in cui c'è il nulla, qualcosa nasca dove c'è la presenza vera, nei territori, dove c'è chi si è sporcato le mani di colla e inchiostro, dove c'è chi ha messo la propria faccia e la propria persona in gioco, perchè nelle stanze dove si ritrovano in 5 non nascerà mai niente. 

Categories: politica, sinistra
 
 
 
Titolo già usato, ma forse è bene continuare ad usarlo e continuare a parlarne. Per quanto mi riguarda sarò sempre grato a quelle donne e a quegli uomini che lasciarono tutto a rischio della vita per liberare l'Italia dai fascisti. 
Categories: Senza categoria, politica, web

Come non essere d'accordo con Sergio Maistrello

 "Reality check. Ecco, secondo me potrebbe essere una buona via d’uscita da questa pericolosa fase della vita democratica italiana, in cui chi parte per la tangente detta le regole del gioco e si porta dietro tutti, invece di essere energicamente richiamato all’ordine. Viviamo una realtà spesso costruita su certezze di terza o quarta mano, abbiamo bisogno di ingenti verifiche di corrispondenza con la realtà. Non saltuarie, ma costanti e distribuite. A cui ciascuno di noi è chiamato contribuire secondo le proprie competenze. Oggi abbiamo la voce pubblica per farlo, abbiamo il canale per mettere a disposizione quanto sappiamo. E penso che il prossimo ciclo politico sarà gestito dalla prima coalizione di volonterosi in grado di raccogliere competenze ed esercitarle in modo rigoroso per allontanarsi dall’attuale arena di eccessi e menzogne."

         via Se tornassimo ai fatti » Sergio Maistrello.

Come in un mondo orwelliano siamo circondati da notizie che non lo sono, verità costruite a puntino, leggende metropolitane che si propagano alla velocità della luce, in un calderone di informazioni in cui sempre di più l'essenziale è il filtro che vi si applica.
Se prima era molto difficile confutare le verità distribuite dai media, che quindi diventavano assolute, quante volte si è confutata una tesi con un "l'hanno detto in televisione" "è scritto sul giornale". Queste affermazioni non si possono più considerare vere o non si dovrebbero, la frase del politico di turno nel tg, le cifre dette a caso neei talk show, le dichiarazioni su giornali, non possono più essere prese per vere, perchè spesso non lo sono, ed oggi si può dimostrare e si può far sapere.
Ha ragione Antonio Sofi quando scrive che siamo al controllo della surrealtà, in cui c'è la gara ha dichiarare la prima cosa improbabile che passa per la mente, per vedere chi la dice più grossa, però in questo momento in cui le opposizioni, tutte, quelle parlamentari e quelle extraparlamentari, latitano o si prestano allo stesso gioco del surreale, può venire dalle persone normali questo controllo, sarà difficile, ma di battaglie da combattare ce ne sono tante e tante ce ne saranno in futuro.

Categories: politica

E' arrivata la befana… peccato che quella che passa su Gaza non abbia le scarpe rotte e le toppe alla sottana, ma sia a bordo di un F16 e spari missili contro scuole, moschee e ospedali, un po' così alla membro di segugio, perchè ci sono pericolosi futuri terroristi da sterminare.
Mentre il mondo continua a guardare, mentre le diplomazie cercano la formula giusta per non dire niente, intanto viene rasa al suolo sistematicamente una città, vengono uccisi i civili, viene annichilito un popolo, viene rinforzato l'esercito della disperazione che va a prendere posto tra i futuri nemici, perchè questa è la strategia, continuare a creare nemici da uccidere, sperando di ucciderli tutti.

Spero in una forte presa di posizione da parte di Obama, ma ho molta paura di venire smentito, perchè in questo momento gli Stati Uniti sono gli unici a poter fare una forte pressione su Israele, mentre l'Unione Europea continua ad essere divisa. 

Buon anno, anche se non è iniziato molto bene…

Categories: blog, politica, sinistra

Scrivere di Gaza da qua al caldo, al riparo da bombe che da tre giorni piovono dal cielo, non è per niente facile. Posso gridare la mia rabbia nei confronti di uno stato che combatte i terroristi con i loro stessi mezzi, che discrimina e rinchiude un popolo intero, rubandogli terra e case, rubando il futuro alle migliaia di persone che vivono nei campi profughi e nelle città sotto assedio.

C'è un blogger italiano a Gaza ora, sotto le bombe, chi meglio di lui può sapere come vanno realmente le cose? Chi meglio di lui può raccontare e può spiegare al di fuori dell'informazione piegata e asservita cosa succede?
Perchè nei tg non parlano degli ospedali bombardati, delle scuole rase al suolo, delle lacrime di chi vede il terrore della morte ogni secondo.
Se la rete ha un potere è quello di far conoscere la realtà e unire le persone, per questo chiedo a chi passa di qua di diffondere il link del blog di Vik, di far leggere, di far vedere la realtà.
Per sentirsi un poco utili in questa fine dell'anno segnata dalla guerra.
Auguri Gaza…

Categories: me, politica, università

Stanco, le gambe doloranti, la schiena a pezzi, con il freddo che lentamente si toglie dalle ossa dopo un pomeriggio a temperature polari, riesco finalmente a ripensare a quello a cui ho assistito oggi: l'inizio della fine. Un altro pezzo di futuro che viene cancellato, lentamente, perchè non ti tolgono tutto subito, ma un pezzettino alla volta, silenziosamente, in modo che quando te ne accorgi è già troppo tardi.
La logica dell'emergenza, il fare perchè va fatto, perchè non si può fare altrimenti, perchè noi siamo responsabili e non ci sono altri modi.
Questo qua è uno sfogo, nient altro che uno sfogo, quello che potevamo fare lo abbiamo fatto, questo mi rincuora, anche se non mi basta, perchè si, mi tiene un po' la coscienza pulita, il poter dire ho fatto il possibile. 

Ecco, il sottotitolo a questo post può essere "La gente come noi non molla mai", perchè questa è l'unica cosa che non ci possiamo permettere, crederci sempre arrendersi mai. 

la citazione trash mi era inevitabile

Categories: politica, web

Vorrei provare a fare almeno un'abbozzata analisi su quello che è il rapporto del movimento con la rete oggi, perchè indubbiamente non si può notare come i mezzi che la rete mette a disposizione sono ampiamente usati, senza però un'analisi sull'uso che ne viene fatto.
Per farlo però vorrei partire da un concetto (che ho ribadito anche a Quinta di Copertina, dove Antonio mi ha intervistato proprio sul rapporto tra movimento e rete): la visione del movimento come un social network nel suo significato letterale.
Perchè l'onda, cos'è se non un semplice insieme di relazioni sociali, di connessioni tra persone, senza uno schema rigido di organizzazione che ingessa e blocca le relazioni.
I nodi più importanti della rete, come quelli del movimento, sono quelli che riescono ad avere più relazioni, più contatti,  ma nonostante questo anche i nodi che sono più decentrati, cha hanno meno connessioni, sono importanti,proprio perchè non esiste un centro, non esiste un alto ed un basso, ma il sistema è orizzontale, si basa sulla condivisione e sulla partecipazione.
Vista la natura intrinseca del movimento è quindi logico che gli strumenti e il territorio del web calzino a pennello per essere usati e colonizzati, in modo anche inconsapevole, ma molto pragmaticamente.

Modelli reali
Prendo ad esempio Facebook, che con la sua genericità è forse la migliore sintesi di una rete sociale, anche solo per il fatto di presentarsi con il proprio nome, ecco, prima di questo movimento, devo essere sincero non è che mi era molto chiaro a cosa potesse essere utile Facebook, se non per ritrovare vecchi compagni, ma è stata questa immensa mobilitazione a tirare fuori tutte le possibilità dello strumento, e così a Siena è stata organizzata un'assemblea con studenti da mezza Italia grazie ad un gruppo su Facebook, così come è grazie a Facebook se girano appelli e appuntamenti, oltre che sui canali più "tradizionali". Su un altro piano i blog e siti delle Assemblee di Facoltà, dei Collettivi, delle entità nate nelle università, che fungono da punto di ritrovo e di collegamento, come spiega bene anche Zambardino. Non penso però che siano gli studenti ad insegnare ai docenti, penso che invece sia una generazione che è dentro, che è cittadina digitale o quanto meno che conosce le possibilità che la rete offre, a spiegare alle generazioni che stanno fuori, che non per forza devono essere quelle più anziane, perchè vedo tanti giovani che non riescono a capire e a vivere la rete, ma si fermano solo sulla testa della coda. Questo ha fatto l'onda, in maniera spontanea, naturale si è immersa dentro la rete, ha reso quel luogo un po' meno virtuale, perchè più attaccato e connesso a cose concrete, meno chiacchere e più fatti.

Immagini in movimento
Il movimento di Genova aveva portato alla ribalta il mediattivismo, telecamera, macchine fotografiche a riprendere e a immortalare tutto ciò che accade, per documentare, per tutelarsi ed è grazie a loro che ci sono arrivare le immagini della diaz, delle tante cose assurde accadute in quei tre giorni, oggi grazie a youtube, a flickr, filmati e foto girano il mondo in 5 minuti, creano la verità molto di più che della televisione, perchè costringono i media tradizionali a scontrarsi con la loro lentezza, li sfidano sul loro stesso terreno. Sullo stesso piano fanno la loro comparsa le dirette live, gli streaming, che oggi sono possibili grazie a servizi quali mogulus e qik, ed ecco quindi tv-online ed assemblee e manifestazioni in diretta. 

Onda d'urto
Leggendo l'articolo di Ale su Queer di domenica, mi è capitato di pensare a quali immense possibilità abbia quest'onda, di travolgere e cambiare tutto, di portare aria nuova, ripulire e ripartire, con l'entusiasmo che solo le giovani generazioni hanno, perchè il futuro è nostro, perchè non possiamo più stare a guardare mentre il futuro ce lo distruggono, allo stesso modo la rete è un immenso mare in cui nuotare per portare avanti questi cambiamenti, per continuare a sperare, a lottare, a innamorarsi. 

Categories: politica, sinistra

Penso che chiunque abiti in Italia oggi, si accorga di quella che è la normalità per questo paese, che è il prodotto di quel percorso di trasformazione e omogenizzazione della società, della cultura e delle persone che è iniziato con negli anni '80.

Per questo motivo è normale oggi in Italia, che si addossi ai Sindacati cattivi e comunisti il fallimento della trattavia per il passaggio di Alitalia alla cordata di amici del presidente del consiglio, con il maggior partito di opposizione, che dice è inaccettabile, ma anche accettabile perchè siamo responsabili e dialoghiamo con tutti.
E' normale oggi in Italia rimanere immobili a guardare la finalissima di veline, mentre la scuola e l'università subiscono l'attacco finale, quello che le potrebbe portare ad avere un volto completamente diverso, al ritorno ad una scuola di classe ed una università privata fondata sulla ricerca industriale.
E' normale oggi in Italia che le proteste arrivino esclusivamente da coloro che sono ai margini, che non hanno nulla da perdere, ma anzi hanno già perso qualcosa o qualcuno, mentre chi ha anche un pur minimo interesse si guarda bene dal dire qualcosa, che l'Italia è un paese libero, ma vediamo di non fare troppa confusione che poi magari ci vengono a rompere le scatole.
E' normale oggi in Italia tornare alla discriminazione razziale e proprio come sessant'anni fa si parte dai rom, dal popolo senza patria, perchè oggi è una delle poche culture che ancora non si è ancora omologata.

La lista sarebbe lunga, è sabato notte, ho sonno e sono già abbastanza incazzato, per questo chiedo solo una cosa, proviamo da domani a reagire, a non considerare normale tutto ciò, a tornare a scendere in piazza, a protestare, ad urlare, a contestare, proviamo di nuovo a disobbedire a chi ci vuole "normali"?

Grazie a cascade per lo splendido post