Ciocci Thinks Verdi prati dove far cavalcare la fantasia
Categories: me

(avrei dovuto raccontare di una campagna elettorale appena iniziata, di volantini e della sua paura appena entrato in macchina, della sua prima notte in casa dove ha dormito incollato al mio zaino. Penso però che le foto bastino)

Categories: cazzeggio, me

Oggi, cioè ieri vista l'ora, mi sono tagliato la barba.
Erano quasi due mesi che non mi tagliavo la barba, che in pratica ero pronto per arruolarmi in qualche brigata di mujahedin e quindi niente ho preso il rasoio (però quello elettrico che il mach3 della gillette proprio non riesco ad usarlo più) e zac! due secondi e via tagliare tutto, però mi sono fermato ed ho lasciato i baffi, che volevo vedere come stavo. Avevo deciso che dovevo farmi una foto con i baffi, avrei voluto fossero un po' più lunghi per un taglio più alla Dalì però fa niente, che per averli lunghi in quel modo ci vogliono i mesi e mesi. 

 E poi niente mi sono tenuto i baffi per qualche ora e poi li ho tagliati che mi facevo troppo ridere. 

Categories: cazzeggio, me

E' dal 2004 che in questo periodo mi leggo il Psla e devo essere sincero l'anno scorso ci avevo quasi creduto che fosse l'ultimo e un po' mi venne pure la lacrimuccia. Quest'anno quando ho visto i thread sui socialcosi del countdown allora mi sono detto che forse per la prima volta potevo mettermi lì a scrivere due cose, che mi fa bene stare bene scrivere, e quindi qua sotto trovate quello che ho scritto, qua potete scaricare il file completo e niente volevo solo ringraziare il Sir per questa cosa. [ndc. nel post ci si riferisce a questo treno qua e se passate da siena guardate di farci un giro] 

Non avevo mai sentito il suono di un treno a vapore, poi sono stato su questo trenino che passa per uno dei paesaggi più belli del mondo ed ho scoperto che un treno a vapore fa proprio quel rumore che ci si immagina da bambini debba fare un treno "ciuf ciuf" e vedi la nuvola di fumo che dalla locomotiva si stende sopra i vagoni che quasi 100 anni fa avevano portato i soldati sui fronti di guerra, adesso portano manciate di turisti a visitare mercatini e sagre.
I vecchi ferrovieri li riconosci, quelli che si mettono a piangere davanti ad una locomotiva mandata in pensione, per fare posto al niente, che i soldi per comprare nuovo materiale rotabile non ci sono. Colpa delle Regioni dice l'azienda, colpa dell'azienda dicono le Regioni, intanto le linee secondarie vengono chiuse, le piccole stazioni abbandonate e i ferrovieri prepensionati. Nel mio vagone c'è questo signore con una vecchia uniforme da capotreno, mi dice che una volta era capostazione, un piccolo paese sull'appennino tosco-emiliano famoso per la castagne, il treno era l'unico mezzo per uscire dall'isolamento e vedere un po' il mondo. Voleva portare pure il nipotino, ma si è ammalato, a Natale gli regalerà un trenino di quelli elettrici, una copia identica di quelli che arrivavano nella sua stazione una volta, perché deve sapere cosa faceva il nonno, lo dice con l'orgoglio di quelli che sanno di aver fatto una cosa importante per tutta la società.
Intanto siamo scesi dal treno, arrivati in questa vecchia stazione dismessa che sta crollando, degli imprenditori avevano provato a farci del business, treni antichi e degustazione di vini famosi; sono durati pochi mesi.
Sotto Natale poi tutti vogliono oggi un mercatino da visitare, non importa se è uguale a centinaia di altri sparsi ormai un po' ovunque e intorno c'è la calma placida della campagna in inverno che sembra che stia dormendo per prepararsi al risveglio primaverile da esplorare, che secondo me è più bella ora che quando d'estate ci sono i campi di grano giallo, i cipressi e centinaia di turisti a bordo strada a fotografare. 

Penso al nipotino di quel vecchio ferroviere che a natale sotto l'albero troverà il modellino di una ALn 990, una delle cose migliori uscite dalle officine italiane, chissà se apprezzerà, si aspetta qualcosa dei gormiti e invece si ritroverà un trenino, sono sicuro che quando sarà grande guarderà quel trenino e ripenserà al nonno ex-ferroviere che gli raccontava di quando i treni arrivavano ancora in paese e passeggiando fino alla stazione ormai chiusa gli verrà la voglia di prendere un treno. Sai cosa, quest'anno a natale regalerò solo biglietti del treno e quasi quasi scrivo pure a Babbo Natale chiedendo di prendere il treno invece della slitta, che risparmia pure, forse.

Categories: me

Avevo questo Gratta e Vinci nel portafoglio da diversi giorni, era uno di quelli da 1€ del sette e mezzo, la mia fortuna per il Gratta e Vinci non è molto sviluppata, se capita vinco il costo del biglietto e subito ne prendo un altro, perdendo poi immancabilmente, però ecco quando vinco son contento un po' come quando mangi un boero e vedi che ne hai vinto un altro.
Insomma dicevo, avevo questo Gratta e Vinci da grattare da un po' di tempo, che lo tenevo lì come quel gatto di quel signore austriaco che l'aveva chiuso in una scatola e non sapeva se era morto o vivo, poi l'ho grattato ed ho vinto 2€, sono stato contento un po' come se il signore austriaco aperta la scatola avesse trovato il gatto vivo ecco, poi però con quei 2€ lì ho preso un altro Gratta e Vinci, l'ho grattato subito e non ho vinto niente.
Mi sa che forse il gatto allora era morto.

Categories: me

Ho iniziato ieri uno stage che mi porterà per all'incirca un mese a lavorare all'interno della stazione di Siena.
Non sono mai stato un appassionato di treni, non ho mai avuto un trenino e non ho mai sognato di fare il capostazione, però ho sempre trovato l'idea del treno romantica, i treni come macchine vive (e qui non voglio nemmeno citare Guccini) e potenti, domati da uomini che custodiscono i segreti di queste creature. 

Per questo ho deciso che per il prossimo mese pubblicherò all'incirca una foto al giorno scattata sui binari della stazione, qua il set (ho provato ad inserire lo slideshow senza riuscirci, consigli?). 

Categories: me

A volte accadono delle cose, così, che proprio non te le aspetti. All'inizio rimani bloccato, che non ti rendi conto, poi succede che ci stai male e poi come per un processo di sedimentazione, come i cercatori d'oro che setacciano il fiume in un giorno fortunato, quella sensazione sparisce, portata via dal resto del fiume e non rimangono altro che le cose belle.  

Categories: me

Rifredi è un quartiere fiorentino, secondo wikipedia il più grande.

Rifredi è soprattutto una stazione ferroviaria, una stazione di passaggio (nel senso che i binari non finiscono lì, ma corrono paralleli alla stazione) per la precisione, non troppo grande, ma nemmeno piccola, non bella esteticamente e non ha neppure nessun tipo di particolarità architettonica rilevante. In Italia ci sono sicuramente una miriade di stazioni simili, periferiche ad una stazione più grande e bella, figlie di un tempo in cui il trasporto ferroviario era l'unico modo di spostarsi velocemente. 

A Rifredi non fermano Eurostar (solo due della tratta Roma-Bergamo) e FrecciaRossa, ma solo regionali e intercity, treni proletari, scacciati e rinnegati.

A Rifredi non arrivi e non parti, ma passi, per andare in qualche altro luogo; una tappa come altre mille verso una destinazione, un obbiettivo da raggiungere. Un nonluogo perfetto. 

Un luogo dell'anima per me, che mi trasmette la voglia di viaggiare, di percorrere altre tappe, magari irrilevanti, piccole, non particolarmente significative, che per me sono sempre le più divertenti, che tanto l'arrivo non è mai così bello come lo immaginavi mentre eri in viaggio. 

 

Vi ammorberò quindi altre volte con foto e/o scritti su questa stazione forse un po' brutta, ma a suo modo molto speciale. 

Categories: Senza categoria, me, musica

I 3+1 giorni sono quelli passati da me in giro per concerti, prima a Livorno per l'Italia Wave e poi a Roma per Bruce Springsteen.

C'è già chi ha scritto e detto tutto del concerto di domenica del Boss, molto meglio di quello che posso fare io.

Prologo

Partiamo dal principio, in una fredda giornata di febbraio mi faccio coraggio e compro il biglietto per il concerto di Springsteen, "che tanto lui è uno che va visto almeno una volta nella vita". Non sono un fan, conosco poche canzoni e non mi ha mai convinto molto. 

Abbagliato dalla luce

Visto il trasferimento da Pisa a Roma, arrivo sotto lo stadio olimpico molto presto, incontro gli amici fan, ma non di osservanza ortodossa e ci mettiamo in fila ad aspettare l'apertura dei cancelli.
[tralascio la parte in cui mi lamento delle 2 ore in più d'attesa rispetto a quanto scritto e del caldo micidiale] 
Si aprono i cancelli e tutti dentro, riusciamo ad entrare nella zona sotto il palco, quella che ci entri con il braccialettino.
Nelle ore tra l'ingresso e l'inizio del concerto posso vedere da vicino alcuni esemplari di fan Springsteeniani di osservanza ortodossa, del tipo che si sono messi a leggere passi della sua biografia a voce alta e cantare C-side sconosciute ai comuni mortali.

Inizia il concerto, tutti che cantano, io faccio finta di conoscere le canzoni, che in realtà non conosco e molte è stata la prima volta che le ho sentite. Devo dire che sul palco Bruce ci sa stare, si spende tutto, urla, corre, suda; insomma "spacca di brutto". La E Street Band sembra la sua famiglia, basta uno sguardo per intendersi.

E qui avrei una domanda per i fan quelli veri, ma il bassista che c'era domenica è un turnista? No, perchè è stato l'unico sfigato su quel palco a non essere coinvolto in niente e messo nell'angolo buio in fondo.

Un appunto, la cosa delle canzoni su richiesta scritte nei cartelloni, i Nomadi la facevano già quasi 10 anni fa, non so quando ha iniziato il Boss, però insomma i Nomadi stanno sempre avanti.

Bruce sul palco è il messia, le canzoni sono preghiere da intonare tutti, impone le mani e prende in braccio bambini, cerca il contatto con i suoi fedeli, perchè quello che ho visto non è stato un concerto, ma un grande rito para-religioso.

Concerto veramente bello, spettacolo che è valso sicuramente i soldi del biglietto, non so se andrò a vedere altri suoi concerti, però ora mi sento un poco toccato dalla fede

Categories: me, musica

I 3+1 giorni sono quelli passati da me in giro per concerti, prima a Livorno per l'Italia Wave e poi a Roma per Bruce Springsteen.

Quando uno pensa a Livorno le prime cose che gli vengono in mente sono: mare, porto, cacciucco, Partito Comunista, Cristiano Lucarelli (non necessariamente in questo ordine).
Uno pensa che la giornata non può che andare bene quando esci di casa e ti ricordi di aver lasciato il biglietto per il concerto di domenica dentro, proprio pochi secondi prima di partire.
In cielo splende il sole, in macchina c'è caldo e mi sventaglio con una copia di Lotta Comunista acquistata da Antonio perchè preso di sorpresa al risveglio.
Grandi interrogativi vengono risolti lungo il viaggio, come lo scoprire che la Sammontana prende il nome da un'omonima frazione del comune di Montelupo (risposta deduttiva la nostra, confermata da wikipedia).
La viabilità livornese è caotica, ma arriviamo indenni.

Giovedì 16 – Italians do it better

Serata gratuita, tanta gente, allo stadio per il Main Stage, grande concerto di Caparezza, ottimi i Beautiful (Marlene Kuntz + Maroccolo + Howie B) che si presentavano per la prima volta in pubblico, concludono gli Afterhours.
Nel pomeriggio alla Rotonda d'Ardenza prima apparizione di Enrico Gabrielli sul palco, ne seguiranno un numero imprecisato, c'è chi dice che sia stato avvistato a suonare pure sul lungomare di Livorno.
La giornata era dedicata al quarantennale di Woodstock, per parlarne era stato chiamato Uolter Veltroni, intervistato da Chicco Mentana, due esperti del settore (scopriremo poi che Uolter ha dato forfait per "lieve malore" e quindi il tutto è stato tramutato in una presentazione del libro di Mentana).

Venerdì 17 – Effetto Placebo 

Sorvolo sulle difficoltà riscontrate a ritornare a Pisa a dormire alle 4 del mattino, difficoltà dovute alla non troppo compresa viabilità delle due città.
Nel pomeriggio sullo Psycho Stage: Samuel Katarro, Dente e Beatrice Antolini i nomi principali, ma per me la vera sorpresa sono stati i sardi White Sunset con dell'ottimo prog e delle camicie improbabili (che comunque in me hanno trovato un estimatore).
Sul Main Stage la sera arrivo poco prima dell'inizio dei Placebo, per nulla convincenti, talmente poco che a metà è il caso di lasciare lo stadio per l'ElettroWave, dove i 2manydjs hanno fatto un set da paura. 

Sabato 18 – Elettro Saturday

Solo nel poleriggio Enrico Gabrielli sale sul palco 3 volte consecutivamente: Calibro35, guest per i Julie's Haircut e Mariposa. Una parola va spesa per il bellissimo Ale Fiori e il suo look estivo, fenomenale (e bravi agli stilisti).
Ma la testa era già alla sera, non avrei mai pensato di poter vedere un concerto dei Kraftwerk e le attese non sono state per nulla disattese, quasi due ore di concerto, spettacolo puro, scaletta da favola e pubblico rapito (a parte quei 4 stronzi che erano dietro di me). Grande delusione invece per Aphex Twin, set veramente scadente, buono per un rave di pessima qualità. Bella sperimentazione degli Offlaga insieme al trio d'archi Ginko Narayana. 

Grazie a Francesca, Francesca e Francesco per avermi ospitato a Pisa. Tre giorni veramente belli, conditi da ottimo cibo spazzatura e birra a prezzi da ladrocinio: 5€ per una Nastro Azzurro sono un po' troppi.

to be continue…

Categories: me

Tutti questi socialcosi sono l'apoteosi del culopesismo, nell'ultimo mese ogni volta che vedo la bacheca di wordpress mi passa la voglia di scrivere.
E' quindi giuno il momento di dire basta al culopesismo da socialcosi, altrimenti il blog mi si arrabbia, tipo che mi incasina il template per rappresaglia, mi disattiva i plugin e altre cose brutte e poi io gli voglio bene a questo pezzettino di me, anche se ci scrivo poco ultimamente.

Scrivere un twit o mettere un like su Friendfeed è infinitamente più facile che stare a scrivere un post, più economico in termini di tempo e risorse impegnate. Quando si ha poco tempo, la testa presa da mille cose, spesso scrivere un post è l'ultima delle preoccupazioni.
Tipo che io volevo scrivere del fatto che sono a -3 esami dal finire, che sto vivendo un momento molto positivo e che mi posso ritenere felice; poi però mi sono detto, ma lo scrivo o non lo scrivo? non è che porta merda se lo scrivo? Boh, io l'ho scritto intanto, poi vedremo. 

Volevo segnalare anche il set di foto che ho fatto a Rock in Rolo nel weekend, sono stato molto bene e mi sono divertito molto.