28.nov.2011 Anche i treni premono snooze

O anche cronaca di un ritardo ferroviario di cui ero solo spettatore.

Ore 05:00 – Il treno regionale 2251 di trenitalia doveva partire da Bolzano, io secondo la mia tabella di marcia dovevo essere già sveglio da un po' e pronto a uscire dopo pochi minuti per accompagnare Valentina in stazione.

Ore 05:11 – Non mi ricordo mai dello specchio nell'ascensore, che nella maggior parte dei giorni è pure il primo specchio in cui mi guardo la mattina, non vorrei mai farlo, figuriamoci a quest'ora. 2251 sarà arrivato in orario ad Ora?

Ore 05:38 - da orario 2251 doveva fare il suo trionfale ingresso al binario 2 della stazione di Trento e accogliere la mia bella che tornava a casa. In realtà lui non era ancora partito, penso un problema con la sveglia del macchinista, noi stavamo bestemmiando contro la coda alle macchinette prima di accorgerci sul tabellone di un ritardo segnalato di 40'.

Ore 06:05 – L'immaginario 2251 avrebbe dovuto essere ad Ala, il reale 2251 ancora non è partito da Bolzano, il ritardo aumenta, la fame pure, fortuna che il bar della stazione è aperto, ancora poca gente, quei pochi però dovevano andare a Bologna con 2251. C'è una barista che non avevo mai incontrato e fa il cappuccino molto meglio delle sue colleghe, i cornetti sono sempre quelli surgelati e riscaldati. A stomaco pieno si aspetta meglio.

Ore 06:26 - 2251 non è a Domegliara come avrebbe dovuto, è ancora fermo a Bolzano. Il ritardo è di un'ora, consiglio a Valentina di arrivare a Verona con il regionale che parte tra 5 minuti, che male che vada aspetta un'ora la coincidenza per Bologna, se invece 2251 parte lo ritrova a Verona. 

Ore 07:08 – Isola della Scala è ancora lontana, però 2251 è arrivato a Trento e riparte sotto i miei occhi che lo aspettavano sul binario 2. Con il giornale sottobraccio esco dalla stazione, mi sembra più freddo di prima, apro Prontotreno e guardo se 2251 recupera terreno.

Ore 07:22 – Il ritardatario 2251 è a Rovereto, io in Piazza Duomo, al freddo cammino verso la mia seconda colazione. 

Ore 07:33 - Quando sono entrato al bar ho chiesto un tè caldo, alla richiesta della barista di scegliere quale volessi ho risposto "uno qualsiasi, basta che sia molto, molto, caldo". Dieci minuti dopo ho ripreso sensibilità alle mani, 2251 è arrivato ad Ala, e Repubblica non mi ha messo di buon umore. 

Ore 07:53 - Ve l'ho mai raccontata questa cosa che a Trento nei bar quando ordini il caffè ti chiedono se lo vuoi "liscio"? No, ecco, allora ricordatelo, non fate come il signore, probabilmente bangladese o del sud-est asiatico che è rimasto 5 minuti a fissare la barista senza sapere cosa rispondere. 2251 è arrivato a Domegliara, Valentina a Verona e io sono di nuovo in strada. 

08:08 - 2251 arriva a Verona, io a casa, giusto in tempo per un caffè. Quel pigrone sta fermo sempre 12 minuti a Verona, anche quando è in ritardo, io giuro che in quei 12 minuti ho solo riposato gli occhi.

08:59 – Poggio Rusco è in provincia di Mantova, io fino alle amministrative dello scorso anno credevo fosse in provincia di Bologna, non sono mai stato un fenomeno in geografia. 2251 ha 90' di ritardo, io sono in anticipo rispetto ai miei standard.

09:53 - Ho pulito camera, mi sono fatto una doccia per scaldarmi, ho letto Affari&Finanza, ho mangiato della cioccolata, ho grattato un gratta e vinci senza vincere. 2251 è arrivato a Bologna senza recuperare neanche un minuto di ritardo. Io l'ho seguito stazione per stazione, facendo il tifo per lui.
Lo immaginavo sbuffante iniziare malissimo una nuova settimana, come la maggioranza delle persone che il lunedì mattina sognano solamente di premere snooze e rimanere a dormire "solo altri 5 minuti, poi mi alzo, giuro".


07.nov.2011 Just one year

Quasi un anno dopo è riapparso il violinista di strada, ha lo stesso violino sgangherato, ma gli occhiali mi sono sembrati nuovi.
Per mesi non si era più visto, avevo pensato a un trasloco in un luogo più piacevole e meno freddo, che sta arrivando l'inverno, la mattina non si vedono le montagne e suonare il violino con le dita congelate non deve essere piacevole.

Sono stato felice di vederlo stasera, gli ho sorriso solamente, che di spicci non ne avevo. 


20.ago.2011 Greetings

 

Il fischio del capotreno, le porte che si chiudono e il treno che lentamente parte. Tutto intorno i rumori sono ovattati, come se in tutta la stazione fosse rimasto solo quel treno, io fuori, lontano dalla linea gialla, tu dentro, a guardare dal finestrino prima di cercare il tuo posto a sedere.
Chissà accanto a chi sarai seduta, chissà se arriverai in orario, chissà se mi penserai.
Quando mi sfila davanti l'ultimo vagone mi rimetto gli occhiali da sole e aspetto di vederti scomparire, di rimanere là fermo e immobile mentre la voce sempre uguale delle stazioni avverte che il regionale per Pisa è in ritardo.
Sono passate settimane da quel bacio dietro la linea gialla, siamo tornati e partiti altre volte, ma ogni volta quando ti devo salutare rimango sorpreso, come un bambino che gli vola via il palloncino o come un viaggiatore che gli parte il treno sotto il naso. 


29.giu.2011 #ioricordo Genova

Tra qualche settimana saranno passati 10 anni dal G8 di Genova, tra tutte le celebrazioni e iniziative per celebrare l'anniversario quella che mi ha colpito di più è: #ioricordo Genova una bellissima iniziativa lanciata da Claudia.

Un luogo dove raccontare quello che stavamo facendo in quei giorni, per ricostruire un racconto collettivo, mettendo inisieme tanti frammenti scomposti e non collegati tra di loro, ma che attraverso il ricordo delle emozioni e delle sensazioni vissute in quei giorni faccia muovere "l'ingranaggio collettivo" e sociale che è la memoria.

Per partecipare potete inviare i contributi qua e/o usare l'hashtag #ioricordo su twitter, fate girare l'ingranaggio!


19.giu.2011 Goodbye Big Man


17.giu.2011 La linea blu

 
 
Un gruppo di studentesse di medicina in camice e con i capelli raccolti fumano una sigaretta nel cortile, il vento fa muovere i rami degli alberi. 
Trattengo il fiato, apro la porta e a passo svelto inizio a cercare l'ambulatorio, dice che devo seguire la linea blu.
Davanti all'ambulatorio, stanza 19, ci sono 5 sedie scomode e un attaccapanni, la striscia blu prosegue dritta fino a una porta, ogni tanto qualche barella spinta da volontari in tute catarifrangenti.
Non avrei mai potuto fare medicina, non riesco a starci dentro un ospedale, anche se sono in visita, anche se sono lì per una cosa normale, niente, mi ci sento piccolo, schiacciato dal peso di questi palazzi giganteschi e caotici.
Io voglio solo continuare a seguire la linea blu, che laggiù poi c'è l'uscita e fuori il sole e il caldo, il vento che muove le foglie e le studentesse senza camice e con i capelli sciolti.

31.mag.2011 “The smiles returning to the faces”

Volevo solo dire che il mio sorriso è ormai fisso da più di 24 ore, che mi auguro che sia solo l'inizio, che tra meno di due settimane ci sono da mettere 4 sì ai referendum per fare un altro passo, che ci sono parole che non vedevo l'ora di sentire, che io questo sorriso mica ho voglia di togliermelo.

C'è chi poi riesce a spiegarla molto meglio.


(foto di m0rula)

(l'analisi del voto poi la facciamo un altro giorno, per il momento godiamocela tutti)


25.apr.2011 Festa d’aprile

Quella sovranità che il popolo esercita nelle forme e nei limiti così come scritti nella costituzione è stata conquistata con il sacrificio di migliaia di uomini e donne che non si piegarono ai fascisti e che lottarono per vedere un'Italia nuova e democratica. 

Ho sempre amato le storie sulla Liberazione: storie di partigiani buoni e fascisti cattivi, di normalità in guerra, di amori e dolori, vere o verosimili o inventate, storie di liberazioni quotidiane, storie da raccontare per noi che non c'eravamo. Alcune di queste storie le potete leggere su Schegge di Liberazione un blog e un libro che esce proprio oggi, che si scarica da qua o che si compra di carta in giro per l'Italia, ma non solo, dove verrà letto da un po' di gente dell'internet, ma non solo. Insomma è una cosa bella.
Se oggi siete nei dintorni di Carpi vi consiglio di passare che ci si diverte. 

Buon 25 aprile, buona Liberazione.


15.apr.2011 Restiamo umani

 
Ciao Vik. 
 
Per coloro che non conoscevano il suo blog: prendetevi un po' di tempo e leggetevi quello che aveva scritto in questi anni da Gaza, la quotidianità di un luogo dove restare umani non è facile. 

12.apr.2011 Поехали!*

 

"Yuri Gagarin era il mio grande eroe. Non hai mai letto la sua descrizione di quello che vedeva dal razzo in orbita? È quasi come una poesia."
Lei rise incredula. "E adesso me la reciterai non è così?"
"Aspeta un momento" Chiusi gli occhi. Erano anni che non provavo a ripetere quelle parole. "Era chiaramente visibile la parte illuminata della terra" cominciai, e poi recitai a memoria lentamente: "Le coste dei continenti, le isole, i grandi fiumi, le vaste superfici d'acqua… Durante il volo vidi per la prima volta coi miei occhi la forma sferica della terra. La sua curvatura la si vede guardando l'orizzonte. La vista dell'orizzonte è unica e bellissima. Si vede il netto cambio di colore dalla superficie illuminata della terra al nero totale del cielo in cui brillano le stelle. Questa linea divisoria è sottilissima, è una pellicola che cinge tutta la sfera della terra. È di un azzurro delicato, e questa transizione dall'azzurro al nero è molto graduale, e incantevole".

La famiglia Winshaw – Jonathan Coe 

Era il 12 aprile del 1961 quando dal cosmodromo di Baikonur, nel nulla delle steppe kazake venivano accesi i motori del Vostok 1 e per la prima volta un uomo avrebbe visto la terra dallo spazio.
La competizione spaziale figlia della guerra fredda è ormai un ricordo, i budget sono diminuiti, lo shuttle andrà presto in pensione, la cooperazione tra le agenzie spaziali ha preso il posto della lotta ad arrivare primi.
Praticament ogni bambino da 50 anni a questa parte però ha sognato e continua a sognare di andare nello spazio, di volare sopra tutto e vedere dal di fuori questo pianeta che abitiamo.
Un sogno per pochi, per il momento tocca accontentarci delle splendide foto fatte da chi lassù c'è e alzare gli occhi al cielo e provare a veder passare la ISS.

*partiti! Espressione pronunciata da Gagarin al decollo


Essentials

  • Twitter

  • Foto

    I drew a line into the dirt

    The sky is shining everywhere in our world

    a shy girl

    More Photos
  • Passato

Categories